Un cuore intelligente

Ecco, ti concedo un cuore saggio e intelligente… (I Re 3, 11-12)

Alfredino

Poi, quando l’hanno tirata su per intero la Costa Crociere e perlustrata accuratamente, vano per vano, boccaporto per boccaporto, ponte per ponte, si sono accorti che Alfredino Rampi non era neppure lì.

Il torto che si ritorce


“Charta canta”: si chiama così, con un titolo che sa di bibliofilia e Inquisizione, la rubrica di Sergio Luzzatto sul Domenicale del Sole24 ore. Quella di domenica scorsa va segnalata perché al festivo rito accusatorio era sottoposto di nuovo il professor Angelo Sindoni, ordinario di Storia Moderna all’Università di Messina dal 1986, uno dei supercommissari scelti dal Ministero per selezionare aspiranti professori di Storia nelle università italiane. (continua…)

Sai (3)


Sempre in prima linea, sempre sulla notizia, sempre proni alla dolce tirannide dello Spirito del Tempo, quello che scandisce temi e toni della nostra vita scolastica. Da sempre, questa capacità di essere sintonici al nuovo che avanza è una delle caratteristiche salienti del ‘Checco Alberoni’. Non a caso, ogni anno, masse gaudenti di studentesca popolazione s’affollano impazienti alle porte del nostro istituto: è qui, dentro il ‘Checco Alberoni’, che la loro insaziata sete di sapere troverà finalmente ristoro. (continua…)

Le 3 bandiere (2)

Grande è stata poi stamane la commozione nel vedere svettare, come al solito, sulla torretta principale del nostro istituto, le 3 bandiere che garriscono beneauguranti al vento, in queste brezzose giornate di settembre. Noi del ‘Checco Alberoni’ non le abbiamo scelte casualmente, ma abbiamo deciso che in ognuna di esse dovesse campeggiare, come uno stemma araldico, il simbolo, o i simboli, che più efficacemente celebrano la grandezza del nostro glorioso istituto. (continua…)

Pietra e linfa

“Gli esseri che ne hanno la possibilità – è vero che sono gli artisti, ed io ero convinto da un pezzo che non lo sarei stato mai -hanno anche il dovere di vivere per se stessi; ora l’amicizia è per loro un’esenzione da questo dovere, un’abdicazione di sé. La stessa conversazione, che è il modo d’espressione dell’amicizia, è una divagazione superficiale, che non ci arricchisce di nulla. Possiamo conversare per tutta una vita senza far altro che ripetere indefinitamente il vuoto di un minuto, (continua…)

Primo giorno (1)

Oggi è stato il primo giorno di scuola. Era riservato però solo a quelli che dentro la scuola ci sono entrati a 6 anni e ne usciranno, se non moriranno prima come accade più spesso di quanto lo si desideri, solo dopo 60. Essi sono( siamo):
(continua…)

Problema di stile

” È una cosa che disse Fruttero quando nella saletta Primo Levi del quotidiano «La Stampa», dove era stata allestita la bara di Franco per i suoi funerali areligiosi, tenne un breve discorso prima di spostarsi al cimitero per la cremazione. Sembrava che parlasse quasi a caso, cercando dove afferrare a mezz’aria le frasi una per volta, e invece quando il giorno dopo quel discorso ce lo ritrovammo stenografato in prima pagina sul giornale, era perfetto come un sonetto elisabettiano. (Ecco, vedo che anche questa potrebbe sembrare una risposta possibile alla domanda sullo scrivere, ma è solo apparenza: a un risultato del genere, meglio mettersi il cuore in pace, non si arriva con l’improvvisazione). Insomma, disse a un certo punto Fruttero che loro due, ogni qualvolta dovevano fare un testo qualsiasi, fosse pure la giustificazione scolastica per una delle figlie, si trovavano ad affrontare un problema di stile. Questa non solo è una definizione della letteratura fra le più belle che mi è mai capitato di sentire, ma è anche un lapsus che rivela il midollo dell’amicizia di Franco e Carlo (per una volta mi permetto anche con lui di chiamarlo per nome).”
( Domenico Scarpa: stralcio da un’intervista apparsa qui)

Nuotare nella vasca


Diciamo subito che mi è immensamente piaciuto ( non capita spesso di andare a rivedere la stessa pellicola a distanza di pochi giorni, non capita spesso che- qualunque cosa si stia facendo- immagini, frammenti, scorci sonori e visivi salgono impunemente alla memoria, non capita spesso che alle persona a cui si vuol bene, o per le quale si desidera una vita buona, si consigli, anzi si ordini di andarlo a vedere -’presto, cosa aspetti?’ ) proprio per quei ‘difetti’ che la critica più negativa gli ha riservato: il suo massimalismo ambizioso, la sua ridondanza magniloquente, l’ostentazione, ai limiti dell’esibizionismo, della superba padronanza di artifici tecnici e stilistici, l’oltranzismo imaginifico, la smania ipercitazionistica, le virate continue nel grottesco e nel visionario, l’assoluta mancanza di una qualche etica positiva, l’estetizzazione senza limiti.etc…Tutti errori e difetti visti con gli occhi di una triste tribù di critici che non ha saputo o voluto cogliere l’imperdonabile forza di questa opera. Del resto, si sa che lo spettacolo della potente genialità altrui, della sua titanica inarrivabilità, è tra i dolori più lancinanti che un individuo, spesso vocato alla mediocrità, possa contemplare. Ma, a quel punto, quelle notazioni critiche, gonfie di un cinismo da vescica scoppiata, piene di rancore e rabbia, equivalgono a ciò che lo spurgo di una fogna lascia sotto un cielo imperturbabile di immacolata azzurritudine. Di questi critici, si parla, comunque, del loro inane delirio d’immobilità, anche in una sapiente sequenza di questa piccola/grande Recherche per immagini che è ‘la grande bellezza’ di Sorrentino: un uomo che nuota furiosamente in una piscina idromassaggio,con la testa sott’acqua e che non si muove neppure di un centimetro a causa della potenza del getto che gli impedisce ogni avanzamento, a dispetto dei suoi furiosi sforzi.

Malattie di cui si è affetti ( senza saperlo)

W la democrazia


Ogni tanto fa bene affidarsi alla micidiale logica numerica delle cifre. La si vorrebbe brandire questa logica contro coloro che si fanno belli di locuzioni quali ‘il gioco democratico, la volontà degli elettori, popolo sovrano,…’. Qualche numero, allora, di grazia: nelle ultime elezioni gli aventi diritto al voto sono stati 46.906.343 alla Camera. In realtà, hanno votato solo 35.271.540 persone, ovvero il 75,19 %: dunque risultano ben 11.634.803 di persone non votanti. Al Senato su 42.271.957 elettori, i votanti sono 31.751.350, ovvero il 75,11 %.Risultano così ben 10.520.607 persone non votanti. Cifre alte anche per quanto riguarda le schede bianche o nulle: sono state oltre un milione e 250mila per l’elezione alla Camera. Secondo i dati forniti dal ministero dell’Interno, 395.286 le schede bianche: in pratica, l’1,12% dei votanti. Sono 871.780 quelle nulle, pari al 2,47%. Le schede contestate e non assegnate sono state 1951. Per il Senato, invece, le schede bianche sono state 369.301, pari all’1,16%, e le nulle invece 762.534, pari al 2,40%. Ma passiamo ai partiti che oggi formano, insieme a Lista Civica, il ‘governissimo’: il solo Partito Democratico, dal 2008 a oggi, ha «perso» 3.452.606 voti alla Camera e 2.642.461 al Senato. Il Pdl supera queste cifre avendo ottenuto 6.297.343 voti in meno alla Camera e 5.682.127 al Senato. Ricapitolando: alla Camera, più di 11 milioni e mezzo di non votanti, un altro milione e 250 mila schede bianche e nulle, il Pd perde 3 milioni e mezzo di voti, il Pdl 6 milioni e 300mila. Situazione analoga al senato. Risultato: governo Pd-Pdl. E poi che c’è di strano se uno sogna Pancho Villa.