Un cuore intelligente

Ecco, ti concedo un cuore saggio e intelligente… (I Re 3, 11-12)

Archive for the ‘mirabilia’ Category

Home, sweet home( Casa Collyer, marzo 1947)

Che cosa vogliono dirci Homer & Langley Collyer dall’abisso senza fondo delle loro macerie, barricati per decenni contro il mondo nella loro magione sulla Fifth Avenue? Perché abbiamo la sensazione che abbiano voluto comunicarci qualcosa di essenziale e fondamentale e che, per farlo, hanno gridato così forte e così tanto fino ad essere letteralmente inudibili? Perché questa vicenda, tanto familiare e peculiare, tanto americana e tanto universale, ci riporta alla mente qualcosa che non dovrebbe c’entrare niente con la follia di casa Collyer, e cioè le urla e le grida lanciate dagli uomini che cadevano dalle Due Torri? (continua…)

Manzoni e la bancarotta

 

Come tanti giovinastri, era quasi obbligatorio odiarlo l’agorafobico e balbuziente Don Lisander. Invece, a rileggere adesso quello straordinario capolavoro, un unicum irripetibile nella storia della nostra tradizione letteraria, ci si rende conto di quanto fossimo stolti ed ignoranti. Per esempio, per apprezzarne la capacità di antivedere le sorti della sempiterna Itaglietta, si leggano queste considerazioni che il figlio di Giulia Beccaria fa nella sua Storia milanese a proposito della peste e si faccia un giochino: si sostituisca la parola ‘peste’ con la parola ‘bancarotta’. Inquietante, no?

In principio, dunque, non peste, assolutamente no, per nessun conto: proibito anche di proferire il vocabolo. Poi febbri pestilenziali: l’idea s’ammette per isbieco in un aggettivo. Poi una vera peste; vale a dire peste sì, ma in un certo senso; non peste proprio, ma una cosa alla quale non si sa trovare altro nome. Finalmente, peste senza dubbio, e senza contrasto: ma già ci s’è attaccata un’altra idea, l’idea del venefizio e del malefizio, la quale altera e confonde l’idea espressa dalla parola che non si può più mandare indietro” (I Promessi Sposi,cap.XXXI). Ma così va il mondo quando “il buon senso c’era; ma se ne stava nascosto, per paura del senso comune” (I Promessi Sposi,cap.XXXII)

Una mattina mi son svegliato.

Ha dodici anni. D’inverno sta sempre zitto, vegeta oscuramente, tanto negletto e miserando che si merita solo sguardi distratti e quasi irati: “che cazzo, guarda come sei ridotto, non ti ricordi come scialavi tre mesi fa, cazzo ci fai adesso con ’sti rami spogli ed amputati tanto brutalmente da lasciar vedere poche, sparute gemme che non danno un soldo di fiducia e di speranza”. Poi, una mattina mi sono svegliato e ho visto che le piccole gemme erano diventate boccioli consistenti e turgidi quasi pronti ad esplodere. L’esplosione è poi avvenuta e questo trionfo violaceo è il risultato. Potenza ed atto. Perché ricorda sempre: nel glicine, sono i fiori che preparano la via alle foglie.

Primavera?

Dal bosco che c’è qua sopra, già da qualche giorno, quando la notte tira le fila ed il giorno comincia a sbadigliare , si sente un gran casino: giocano a chi canta più forte, a chi c’ha più coraggio e forza nell’ugola, in un concerto di strepiti e dissonanze. Pochi gli armonici, qualche virtuosismo che sa di sfoggio egotico, qualche svisata,rari i trilli. Poi ieri mattina,nel sole, tra erbacce spontanee, ne ho viste due, come da foto.

Una storia italiana( anzi vaticana)

Cioè: ladro sì, drogato anche, pedofilo pure, ma frocio proprio no!

Al più bel naso

La compatta variegata tribù dei sanguinetiani saprà certamente che oggi la più bella testa ( forse) e il più bel naso( sicuramente) del ‘900 italiano sarà in una elegiaca trasmissione di radio 3 intitolata ‘Le Musiche della vita”. In questi giorni di rigido e crudele inverno m’è grato pensare ad una sua poesia-contravveleno: (continua…)

Scrittori incontrano scrittori

Non è vero che non succede mai niente. Per esempio qui,  in un posto che sembra Norvegia, accadranno cose molto interessanti.

Bollettino del mare del 28/01/2010

( dal Corriere Adriatico ) (continua…)

Due ore

 

“Quindi, per dare a Estha e Rael il senso della prospettiva storica[…] parlò loro della Donna Terra. Disse loro di immaginare che la terra – vecchia di quattromilaseicentomilioni di anni- fosse una donna di 46 anni- vecchia,diciamo, come il maestro Aleyamma,che dava loro lezioni di malayalam. C’era voluta tutta la vita della Donna Terra perchè la terra diventasse ciò che era. Perchè gli oceani si separassero. Perchè le montagne si sollevassero dal suolo. La Donna Terra aveva 11 anni, disse Chacko, quando apparve il primo organismo monocellulare. I primi animali, creature come i vermi e le meduse, apparvero quando aveva già quarant’anni. E ne aveva più di quarantacinque- giusto sei mesi prima-quando i dinosauri vagavano per il pianeta. “La civiltà umana come noi la conosciamo – disse Chacko- è iniziata solo due ore fa, nella vita della Donna Terra. Quel che noi ci mettiamo per andare in macchina da Avemenem a Cochin”. ( Arundhaty Roy -Il dio delle piccole cose)

A volte (ri)tornano: Stilos

Il magazine Stilos (nato nel 1999 e attivo fino al 2007 prima come supplemento de La Sicilia e negli ultimi due anni come testata autonoma a diffusione nazionale)  diretto da Gianni Bonina che l’ha fondato torna in edicola. Conta su un centinaio di collaboratori sparsi in tutta Italia e anche all’estero, appartenenti ai campi del giornalismo e della cultura. (continua…)