Un cuore intelligente

Ecco, ti concedo un cuore saggio e intelligente… (I Re 3, 11-12)

Archive for the ‘obituaries’ Category

I miei Hopper preferiti:Dennis Hopper 17 maggio 1936 – 29 maggio 2010

Tre sono gli Hopper che piacciono a me:

1) Il fotografo americano, stravolta rilettura del fool shakesperiano e servo felice del Kurtz secondo Brando che introduce con un delirante monologo i malcapitati nel cuore tenebroso dell’ Averno vietnamita ( cfr. Apocalipse now, 1979)
2) Il babbo alcolizzato e lacero, Laio melanconico di una progenie maschile tanto scombinata da non saper tentare neppure un  felice parricidio ( Matt Dillon e uno stranito Mickey Rourke come Amleto in motocicletta), che si difende dalla vita dedicandosi ad una sua privata dépense ( cfr. Rusty il selvaggio, 1983)
3) Il look da commesso viaggiatore del mercante d’arte Bruno Bischofberger, golpe e lione, che sa come monetizzare la follia dolce di Basquiat trasformando alchemicamente l’aura in dollari. ( cfr. Basquiat,1996)

Edoardo Sanguineti (1930-18 maggio 2010)

 

incidetele a lettere di scatola, miei lettori testamentari (e parlo ai miei scolari,

gli ipocriti miei figli, i filoproletari che tanto mi assomigliano, innumerevoli,

ormai, come i grani di sabbia del vacuo mio deserto), queste parole mie, sopra

                                                                                                                                               [la tomba

mia, con la saliva, intingendovi un dito nella bocca: (come io lo intingo, adesso,

tra gli eccessivi ascessi delle algide mie gengive):

me la sono goduta, io, la mia

                                                                                                                                                     [vita:

La poesia  di Sanguineti è tratta da ’Corollario’; la foto di Mario Dondero l’ho ‘rubata’ da Vibrisse.

La poesia è, e non poteva essere diversamente, anche in memoriam della collega  Adriana, scomparsa il giorno dopo la morte del grande poeta, in una maniera quasi altrettanto assurda e casuale. Non la conoscevo,  ma mi colpiva per la serietà, la discrezione e passione con la quale si cimentava nelle faccende scolastiche e non.  Spero che anche per lei sia valsa l’incisione che il più lupesco dei poeti italiani avrebbe voluto incisa a lettere di scatola  sulla sua tomba: 

me la sono goduta, io, la mia

                                                                                                                                                     [vita:

Cesarina Vighy( 1935-1 maggio 2010)

Proprio due giorni fa avevo ricevuto il suo ‘Scendo. Buon proseguimento’. Non l’ho ancora letto, ma avevo recensito, qualche mese fa, per Liberazione, il suo folgorante ‘L’ultima estate’: libro molto amato dal sottoscritto proprio per la sua impertinenza, per la sua maniera buffa di affrontare la morte . Ecco, con qualche modifica, la mia recensione:

Cesarina Vighy “L’ultima estate”, Fazi, 2009, pag.190, euro 18,00 (continua…)

Ela Hlochovà in Ripellino (1923-2010)

 

È stata, oltre che scrittrice e madre, l’amatissima moglie di Angelo Maria Ripellino (1923-1978). Due liriche di suo marito per ricordarla degnamente. Le sia lieve la terra.

 “Dove ci incontreremo dopo la morte?

Dove andremo a passeggio?

E il nostro consueto giretto serale?

E i rammarichi per i capricci dei figli?

Dove trovarti, quando avrò desiderio di te, dei tuoi occhi smeraldi,

quando avrò bisogno delle tue parole?

Dio esige l’impossibile,

Dio ci obbliga a morire.

E che sarà di tutto questo garbuglio di affetto,

di questo furore? Sin d’ora promettimi

di cercarmi nello sterminato paesaggio di sterro e di cenere,

sui legni carichi di mercanzie sepolcrali,

in quel teatro spilorcio, in quel vòrtice

e magma di larve ahimé tutte uguali,

fra quei lugubri volti. Saprai riconoscermi?

(da Notizie del diluvio)

“Lascio la cresta alla notte scarmigliata

e i bargigli alla neve,

il becco a un istrione snasato,

la coda al folclore,

la voce a Lago Lacustre,

gli speroni a Rambaldo,

le piume a Cucùlia,

coccopinto d’amore,

la pelle grinzosa ai tamburi degli sciamàni,

perché ci sia molta musica

ai miei funerali”

( da Sinfonietta)

Tombeau de mon ami B.

 

La morte questo c’ha di buono: che l’amico morto prematuramente (ma quale è la morte che arriva alla scadenza giusta, quella per cui si possa dire: era ora che lui si congedasse dal mondo?) per noi rimarrà sempre somigliante a come ce lo ricordavamo. Così almeno non si invecchierà ed il suo corpo non subirà lo stillicidio degli oltraggi e dei patimenti che caratterizzano quel massacro che si chiama vecchiaia. È come se i morti ringiovanissero, (continua…)

Lorenzo 20 giorni di vita

A volte ci si chiede disperatamente il significato degli eventi per non accettare che esso sia al di là della portata della nostra conoscenza. (continua…)

Orlando Zapata Tamayo(1967-2010)

Bobby Sands(1954-1981) trascorse gli ultimi 4 anni e mezzo del suo involontario soggiorno sulla terra nel Blocco H del campo di concentramento di Long Kesh, a pochi chilometri da Belfast. Comunicò lo sciopero della fame il primo marzo 1981 e morì 66 giorni dopo. Le richieste che Bobby ed i suoi compagni di prigionia, vessati dalle durissime condizioni carcerarie e dalla brutalità dei secondini, prevedevano, al primo punto, il rifiuto dell’uniforme della prigione. (continua…)

Medine Memi(1994-2010)

Quello che impressiona più di tutto è la buca, scavata malamente tra il muro di una casupola diroccata ( il pollaio di casa) ed un mozzicone di rete che doveva servire da protezione.

Una buca non più fonda di 2 metri, dove Medine è stata calata da viva tanto che gli esami hanno rivelato la presenza di terra nei suoi polmoni e nel suo stomaco . Medine si era macchiata di una grave colpa, quella di aver frequentato troppe amicizie maschili nella pudibonda città di  Katha: 60 mila abitanti, sud est della Turchia. E quando tornava a casa giù botte e schiaffi dai maschi della famiglia, tanto che Medine aveva già denunciato suo nonno al locale commissariato di polizia per le percosse subite. Dopo 15 giorni dalla denuncia, la scomparsa: i parenti dicevano che Medine s’era data alla fuga. Invece , l’avevano costretta lì, nella buca, da viva, con i polsi legati per impedirle ogni possibilità di fuga.   

J.D.Salinger(1919-2010)

 

Inevitabilmente, a tutti quelli che gli chiedevano perchè non scrivesse più dopo quel portentoso “Pedro Pàramo”, Juan Rulfo rispondeva laconicamente: ” Purtroppo è morto zio Celerino, quello che mi raccontava le storie”. (continua…)

Yussuf Errahali ( 1973-Napoli 2010)

Clochard ed alcolista, per di più tossico tanto che era appena uscito dall’ospedale per un trattamento di disintossicazione.E pure marocchino. (continua…)