Un cuore intelligente

Ecco, ti concedo un cuore saggio e intelligente… (I Re 3, 11-12)

Monthly Archives : marzo, 2010

Tombeau de mon ami B.

 

La morte questo c’ha di buono: che l’amico morto prematuramente (ma quale è la morte che arriva alla scadenza giusta, quella per cui si possa dire: era ora che lui si congedasse dal mondo?) per noi rimarrà sempre somigliante a come ce lo ricordavamo. Così almeno non si invecchierà ed il suo corpo non subirà lo stillicidio degli oltraggi e dei patimenti che caratterizzano quel massacro che si chiama vecchiaia. È come se i morti ringiovanissero, (continua…)

Il culturista 3

Terza puntata del Culturista per i compagni di ‘A pugno chiuso’ ( piccola variante fotografica, ma ci guadagnamo tutti: Cortazar al posto del solito Culturista)

In ‘Storie di cronopios e di fama’(1962) c’è un racconto di appena tre pagine di Julio Cortazar intitolato ‘ Fine del mondo del fine’ ( sul web si può leggere, in integrale edizione fotostatica sul sito di un caro amico che non c’è più, Carlo Berselli alias Maria Strofa). Se nella distopia tragica di ‘Fahrenheit 451’ di Ray Bradbury, i lettori devono darsi alla clandestinità perché il possesso di un libro era assimilabile ad un reato punito con la pena di morte, nel racconto del grande scrittore argentino si paventa la scomparsa di questa strana genìa, i lettori, non per imposizione poliziesca, ma perché sopraffatti dall’avvento di una razza nuova ed invincibile, quella degli scriba: “Siccome gli scriba saranno perpetui, i pochi lettori ancora esistenti cambieranno mestiere e si faranno pure loro scriba”. (continua…)

Come un isofene

Sul blog di minimum fax  alcuni appunti del sottoscritto su un gran libro.

Per una virgola

Dal sito http://www.altriabusi.it/ si apprende che la lettera di Aldo Busi a Simona Ventura pubblicata sui giornali e circolante in internet nella versione data dalla stampa

(continua…)

Nihil Novi o le Idées Reçues della settimana

Piccolo compendio della settimana appena trascorsa, dove nessuna ovvietà ci è stata risparmiata: (continua…)

Primavera?

Dal bosco che c’è qua sopra, già da qualche giorno, quando la notte tira le fila ed il giorno comincia a sbadigliare , si sente un gran casino: giocano a chi canta più forte, a chi c’ha più coraggio e forza nell’ugola, in un concerto di strepiti e dissonanze. Pochi gli armonici, qualche virtuosismo che sa di sfoggio egotico, qualche svisata,rari i trilli. Poi ieri mattina,nel sole, tra erbacce spontanee, ne ho viste due, come da foto.

Muntari: solo un déjà-vu.

Da piccoli, quando si giocava a pallone, c’era sempre un amico un po’più focoso ed irascibile degli altri. Non era particolarmente cattivo o violento,o meglio, lo era nella stessa misura in cui lo si era un po’ tutti. (continua…)

“Com’è, è buono ?”

Ribaltare i ruoli, sconvolgere gli assetti, rovesciare le attese, sparigliare le consegne, distruggersi i ponti alle spalle: non pensare mai, quando si scrive, a quel Convitato di pietra ingombrante e tedioso che è il Lettore Ideale, quel fantasma mediocre e mediano, lobotomizzato ed indulgente, comprensivo e ben disposto a tutto, capace di perdonarci e di giustificare ogni nostra nefandezza e miseria verbale. (continua…)

Polimorfia di Vasco Rossi ( un libro brutto davvero)

Polimorfia del Vasco nazionale: infatti, a leggere la prima pagina della cultura di ‘Repubblica’ oggi, sembra che diventi editore-finanziatore della rivista Satisfiction. Mettendo da parte la quaestio economica, è interessante copincollare alcune perle dall’intervista con il signor Rossi ( in corsivo le domande): (continua…)

Lorenzo 20 giorni di vita

A volte ci si chiede disperatamente il significato degli eventi per non accettare che esso sia al di là della portata della nostra conoscenza. (continua…)