Un cuore intelligente

Ecco, ti concedo un cuore saggio e intelligente… (I Re 3, 11-12)

In tre

Esiste un dio della comunicazione, virtuoso ed accorto,  che ha dato prova della sua esistenza quando, cogliendo un semplice flatus vocis di Saviano, ha saputo trasformare una poetessa polacca in un caso letterario.  Volesse di nuovo benignamente manifestarsi questo dio distratto,  stavolta appigliandosi ad un esile passaggio dell’intervista rilasciata al Venerdì di Repubblica da parte dell’algida Elisabetta Sgarbi ( “Un TQ non vale a priori più dell’ultraottantenne Alessandro Spina”) per far sì che l’opera di questo scrittore appartato quanto formidabile possa essere considerata con l’attenzione che merita . Del resto, lui è uno di quei  pochi felici che possono vantarsi dell’amicizia con Cristina Campo, di colei cioè che in una lettera gli scrisse- senza tremare-: “«ho l’orrore della solitudine e il terrore della compagnia non perfetta». Poi, decidendo di incontrarlo in un  luogo più terreno: “Volevo anche chiederle: legge Landolfi? Non è importante quello che scrive ma la lingua è stupenda, la si può studiare davvero, come una lingua. È il solo, ancora vivo, che la sappia in quel modo.” E lui, da par suo, svettando all’altezza che la Campo imponeva ai propri corrispondenti dell’anima: «proprio in questi giorni ho pensato spesso a lei leggendo Saint-Simon e Proust.Spesso leggendo si è in tre anziché in due».

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COMMENTS

1 Commenti

  1. Rita

    giugno 30th, 2012 07:04 PM

    Verissimo. Spesso si è in tre. Mi è successo tante volte di leggere libri consigliatimi da qualcuno e di pensare tutto il tempo pure a questa persona.

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