Un cuore intelligente

Ecco, ti concedo un cuore saggio e intelligente… (I Re 3, 11-12)

Siete un poeta georgiano?

83.
[…]
Il tempo in cui Pasternàk nella dacia
mi venne incontro e mi tese la mano,
vestito di tela bianca, con un sorriso chiedendomi:
“Siete un poeta georgiano?”
(Angelo Maria Ripellino, da Lo splendido violino verde, Einaudi, 1976)

“Ripellino era anche molto timido. Sebbene avesse tradotto Pasternàk si vergognava di farsi presentare a lui. Ero presente al loro incontro e lo ricordo imbarazzato. Più tardi, dopo la morte di Pasternàk, con Ripellino siamo andati a visitare la tomba del poeta. Era notte, ci siamo seduti su una panchina di legno, abbiamo acceso i ceri, abbiamo bevuto vino, e Ripellino piangeva. Quando piangeva si copriva gli occhi con le mani per non far vedere le lacrime.” ( Eugenij Evtuscenko, L’Espresso, 5 maggio 1978).

L’incontro avvenne a Peredelkina, vicino a Mosca, nel villaggio degli scrittori, il 15 dicembre 1957. Così lo descrive Ripellino: ” Poi, come scollandosi dal tronco di un albero, apparve Boris Leonidovic Pasternàk, in giacca di tela azzurra e calzoni di tela color latte[...]. Passeggiammo per più di mezz’ora dinanzi al poggiolo adorno di violacciocche. Si lasciò fotografare, assumendo un aspetto accigliato. Sentivi che recitava il suo personaggio, che si muoveva fra quella natura smagliante, come fra le quinte di un palcoscenico”.

NdT. Mio padre ( che aveva la licenza di seconda elementare) ci comperava L’Espresso ed Il Giorno. Sul settimanale uscirono, nel maggio 1978, 4/5 pagine in memoriam del poeta che, sul periodico di Via Po, teneva una funambolica rubrica teatrale. La storia raccontata da Evtuscenko non l’ho mai dimenticata.

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