Cosa dobbiamo aspettarci da The Young Pope?

Tra gli eventi più attesi di questo 2016 vi è sicuramente la prima volta di Paolo Sorrentino come regista e co-sceneggiatore di una serie televisiva. L’attesa di quanti non vedono l’ora di poter giudicare The Young Pope sta per finire, perchè il 21 ottobre arriveranno su Sky Atlantic le prime puntate. Ma cosa bisogna aspettarsi da questa serie? Chi ha visto le prime due puntate nella cornice del Festival del Cinema di Venezia si è già fatto un’idea molto chiara.

The Young Pope è una summa del Sorrentino regista

The Young Pope non sembra destinato a far cambiare idea sul regista, nè a chi lo venera nè a chi lo considera sopravvalutato. Da un punto di vista visivo questa miniserie in dieci puntate conferma tutto quello che già si sapeva sul regista napoletano: l’attenzione maniacale ad ogni singola sequenza e un uso estremo e spregiudicato della macchina da presa, il tutto accompagnato da sequenze che altri registi svilupperebbero in metà del tempo, rendendole però senza la bellezza artistica del regista napoletano.

Insomma, la raffinatezza stilistica a cui Sorrentino ci ha abituati qui è presente in toto ed è sia un punto di forza che di debolezza, a seconda dell’opinione che si ha di Sorrentino stesso come regista.

Quello che colpisce è come The Young Pope debba si essere tecnicamente definita come una serie televisiva, ma come in realtà sia qualcosa di diverso, ovvero un film di circa 10 ore. Sorrentino sembra infatti riuscito in una operazione difficilissima: rendere una serie tv cinema, cosa riuscita probabilmente, in precedenza, solo a prodotti come Breaking Bad e The Shield. the-young-pope-jude-law

E il regista napoletano sembra aver dissipato i dubbi di chi pensava che dovendosi confrontare con il compito di dover scrivere una sceneggiatura per una serie tv sarebbe andato in difficoltà. Al contrario, a dirlo è lo stesso regista, dover coprire un lasso narrativo più lungo gli ha dato la possibilità di approfondire come non mai i propri personaggi e di inserire più analisi e riflessioni filosofiche ed esistenziali, altro marchio di fabbrica delle sue opere per il grande schermo.

Un cast di ottima fattura dietro il successo di The Young Pope

A rendere The Young Pope un assai probabile successo concorre ovviamente anche il cast, a partire da Jude Law. La scelta di dare a lui la parte di Lenny Belardo, l’uomo che non crede in Dio e si ritrova a divenire capo della cristianità, è stata infatti azzeccatissima.

Il suo personaggio, controverso, cinico, disincantato, vendicativo e misterioso, risulta calzargli a pennello. E Jude Law in alcuni incontro con la stampa ha più volte precisato come questa non sia la storia di un Papa, ma quella di un uomo che potrebbe essere chiunque tra gli spettatori, una storia sulle debolezze e le cattiverie terrene e quindi molto vicina a noi, più di quanto si creda.

Ma una menzione speciale la meritano anche gli altri membri del cast, tra cui spicca la figura di Silvio Orlando, il quale ha mostrato grandi capacità recitative anche in lingua inglese e che è riuscito a rendere in modo eccelso la figura di un cardinale ironico e cinico che si ritrova con un Papa che pensava di poter manovrare a piacimento e che invece è una scheggia impazzita. Ma non si può dimenticare Diane Keaton, che con la sua partecipazione contribuisce a rendere questa serie evento ancora più di respiro internazionale.

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